Il reinserimento di una neomamma nel contesto aziendale è un momento cruciale: rappresenta un’opportunità di crescita, ma anche una fase di fragilità se non viene gestita in modo consapevole e strutturato.
Attraverso programmi di coaching post maternità, l’azienda può facilitare il ritorno della collaboratrice, valorizzare le competenze acquisite con la maternità e promuovere un clima inclusivo e sostenibile.
Questa attenzione al rientro non è solo una buona prassi: è anche un elemento che ricade direttamente nelle aree di valutazione della UNI PdR 125:2022. In particolare, l’area “Tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro” (peso 20%).
Come il percorso di coaching supporta i KPI della certificazione
La UNI PdR 125:2022 prevede che le aziende adottino un sistema di gestione della parità di genere che comprende specifici KPI (Key Performance Indicator) distribuiti su sei aree strategiche:
- Cultura e strategia (15%)
- Governance (15%)
- Processi HR (10%)
- Opportunità di crescita e inclusione (20%)
- Equità remunerativa per genere (20%)
- Tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro (20%)
Un percorso di coaching per neomamme può apportare valore in queste modalità:
- Migliorare la tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro: ad esempio definendo piani di rientro personalizzati, monitorando il numero di rientri e stabilizzando le collaboratrici dopo la maternità.
- Rafforzare i processi HR: attraverso la formazione di HR, manager e mentor sulla gestione del rientro, strutturando un ciclo di coaching interno.
- Per promuovere opportunità di crescita e inclusione: il coaching supporta il reinserimento attivo, la definizione di nuove responsabilità, la valorizzazione delle competenze acquisite durante la maternità.
In termini pratici, l’azienda può documentare: percentuale di neomamme che rientrano entro X mesi, tasso di retention dopo rientro, numero di percorsi di coaching attivati, feedback delle partecipanti, ecc. Questi dati alimentano il sistema di rendicontazione previsto dalla certificazione.
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Vantaggi concreti per l’azienda
- Ottenere un miglior posizionamento nei bandi pubblici e nelle gare d’appalto: la certificazione UNI PdR 125:2022 è riconosciuta come criterio premiante.
- Ottenere sgravi e incentivi: ad esempio, esonero contributivo fino all’1% dei contributi dovuti, fino a 50.000 € annui, per aziende certificate.
- Rafforzare l’employer branding: un’azienda che supporta concretamente il rientro post maternità trasmette inclusione, modernità e capacità di trattenere talenti.
- Ridurre il turnover femminile e aumentare la retention del capitale umano femminile, risparmiando costi di sostituzione e formazione.
Come introdurre il Coaching Post Maternità in azienda
- Analisi iniziale: verificare quanti rientri post maternità avvengono, quali sono i tempi medi di rientro, i tassi di abbandono, le criticità percepite.
- Progettazione di un percorso di coaching: definire moduli individuali, incontri tripartiti con HR/Manager/coach, gruppi di peer support, indicatori di successo (es. tempo medio di adattamento, soddisfazione della collaboratrice).
- Integrazione nel sistema HR: collegare il percorso coaching ai piani di sviluppo, mentor interne, policy di conciliazione e comunicazione aziendale.
- Monitoraggio e reportistica: raccogliere dati che dimostrino i risultati (retention, soddisfazione, tempi di rientro), che possono essere inseriti nei documenti richiesti per la certificazione UNI PdR 125:2022.
- Comunicazione interna ed esterna: presentare il programma come parte della strategia di parità di genere, valorizzando la cultura aziendale e monitorando il miglioramento nel tempo.
In sintesi
Introducendo un percorso di Coaching Post Maternità, l’azienda non solo sostiene concretamente le neomamme e la loro carriera, ma aggiunge valore strategico al proprio sistema di gestione della parità di genere, contribuendo alla piena conformità e al superamento del punteggio minimo del 60% previsto dalla UNI PdR 125:2022 per ottenere la certificazione.


