Il nuovo equilibrio: come ritrovare sé stesse tra lavoro e maternità

Il nuovo equilibrio: come ritrovare sé stesse tra lavoro e maternità

La maternità è un capitolo straordinario della vita: una trasformazione profonda che arricchisce, cambia le priorità, riscrive i tempi e i ritmi. Eppure, quando arriva il momento del rientro al lavoro, molte donne si trovano ad affrontare una sfida non solo professionale, ma anche personale: ritrovare sé stesse in un nuovo equilibrio tra identità di mamma e identità professionale.

In questo percorso, l’azienda può essere un alleato prezioso e il coaching post maternità una risorsa concreta per accompagnare la neomamma e l’organizzazione verso un cambiamento positivo e sostenibile.


Perché è importante ritrovare l’equilibrio

Rientrare al lavoro dopo la maternità non è solo tornare a svolgere mansioni o ricoprire un ruolo: significa riconnettersi con un sé che è cambiato, integrare nuove competenze (quelle della maternità) e far convivere gli impegni professionali con quelli familiari. Quando questo equilibrio manca, possono emergere ansia, senso di inadeguatezza, difficoltà a pianificare e gestire il tempo, sensi di colpa o la percezione che la carriera “scivoli via”.

In Italia, alcuni numeri aiutano a cogliere l’importanza del tema: ad esempio, nel 2022, oltre 44.000 neomamme hanno lasciato il lavoro in Italia, con un aumento del 17,1% rispetto al 2021. Nel 2024 si stima che i genitori che hanno lasciato il lavoro superino i 61.000, con il 70% di donne.

Questi dati non raccontano solo numeri: raccontano il potenziale umano e professionale che rischia di andare disperso quando il rientro non viene gestito con cura.


Il ruolo dell’azienda: non solo “ospite” ma protagonista del cambiamento

L’azienda — indipendentemente dalle dimensioni — ha un’opportunità: trasformare il rientro dalla maternità da momento critico in occasione di valorizzazione del talento femminile, di cultura inclusiva e di sostenibilità interna. Ecco come:

  • Progettare il rientro insieme: comunicare in modo aperto con la donna in congedo, condividere le aspettative, definire insieme modalità e tempistiche, prevedere un “on-boarding” del rientro come si farebbe per un nuovo progetto.
  • Flessibilità e personalizzazione: prevedere modelli di lavoro adattati — parzialmente da remoto, orari flessibili, tempi di transizione — così che la mamma possa gestire in serenità famiglia e carriera, senza sentirsi costretta a scelte radicali.
  • Valorizzare l’esperienza della maternità: la donna torna al lavoro con competenze nuove — gestione delle priorità, resilienza, multitasking, empatia — che vanno riconosciute e integrate nel contesto aziendale.
  • Creare legami di supporto interno: mentor, buddy, gruppi di confronto possono fare la differenza; l’azienda che promuove tali strumenti invia un messaggio forte: “qui sei valorizzata, qui sei supportata”.
    Misurazione e cultura del miglioramento: monitorare la retention dopo il rientro, analizzare i motivi di eventuali abbandoni, raccogliere feedback e migliorare di anno in anno.

 

Quando l’azienda agisce così, non solo sostiene la donna, ma ne ottiene un ritorno: maggiore engagement, minor turnover, una reputazione positiva come datore di lavoro attrattivo per talenti femminili.

 

Il coaching come alleato strategico per la neomamma (e per l’azienda)

Ecco come il coaching, individuale o in gruppo, può fare la differenza nel percorso:

  • Riscoprire sé stesse: la neomamma viene aiutata a riflettere su chi è diventata, quali competenze ha acquisito, quali priorità cambiano, come desidera coniugare ruolo professionale e ruolo di mamma.
  • Ridefinire obiettivi: spesso le aspettative riguardo il rientro sono idealizzate o imprecise. Il coaching aiuta a chiarire cosa è realistico oggi, a definire tappe e obiettivi concreti, e a gestire le eventuali frustrazioni.
  • Sviluppare strumenti di gestione: ad esempio, pianificazione del tempo, delega domestica, setting di confini tra lavoro e famiglia, gestione dello stress o della “colpa” materna che può insorgere.
  • Costruire la rete di supporto: individualmente e/o in gruppo, la neomamma trova uno spazio per condividere, confrontarsi, trovare modelli e alleate. Questo non solo favorisce il suo benessere, ma la rende più presente e produttiva nell’azienda.
  • Integrare con l’azienda: il coaching può coinvolgere anche il manager o l’HR, facilitando il dialogo tra neomamma e azienda, creando un piano condiviso di reinserimento, rendendo visibile il valore dell’esperienza materna e dell’organizzazione che la accoglie.
  • Sviluppare una cultura aziendale Maternity Friendly: i percorsi di Coaching coinvolgendo anche i manager delle neomamme consentono di porre la loro attenzione su temi che spesso sono sottovalutati nel rientro post-maternità agevolando un cambiamento necessario.


Perché conviene investire in questo percorso

Quando l’azienda e la neomamma cooperano per un rientro consapevole, i benefici si moltiplicano:

  1. la donna si sente valorizzata e motivata, il che si traduce in performance migliori e minor rischio di uscita dal lavoro;
  2. l’azienda rafforza l’immagine di ambiente inclusivo e attento al talento femminile, migliorando attrattività e retention;
  3. più in generale, l’equilibrio tra vita professionale e privata diventa una leva strategica per il benessere organizzativo e per la sostenibilità della forza lavoro.
Condividi articolo:

Articoli correlati

PER LE MAMME

Un supporto concreto nel tuo nuovo equilibrio

Ti affianchiamo per affrontare dubbi, sfide e nuove priorità, trasformando la maternità in energia per il tuo percorso professionale.